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Speciale Giorgio Scerbanenco

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La mostra dedicata a Giorgio Scerbanenco ruota attorno alla grande collezione di Antonio Vianovi e comprende un gran numero di libri e riviste con lavori dell'autore, illustrazioni originali e alcune chicche. Come, per esempio, questa rara copia del volume della “Colección Amarilla” de la Editorial Maucci di Barcellona. La serie, decisamente simile ai Gialli Mondadori, pubblicò nel corso di 256 numeri, molti classici (da Rohmer a Wallace e a Queen), ma anche molti italiani, come per esempio Spagnol e questo Scerbanenco.

VAI ALL’ARTICOLO SCRITTO DA DARIO PM GERACI SU SCERBANENCO 

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GIORGIO SCERBANENCO, UNA BIOGRAFIA MINIMA (tratta dal sito www.giorgioscerbanenco.it)
 Nasce a Kiev il 27 luglio 1911 da padre russo e madre italiana. Poiché la situazione in Russia, a causa della minaccia di guerra civile e internazionale, diventa sempre più pericolosa, viene con la madre a Roma. Nel 1919 madre e figlio ripartono alla volta di Kiev alla ricerca del padre, che apprenderanno essere morto durante la Rivoluzione. Seguirà un lungo periodo in un campo profughi ad Odessa. La madre lo riporterà in Italia, a Milano, nel 1927, dove morirà due anni dopo. Giorgio Scerbanenco, ormai solo, è costretto per vivere a fare vari lavori, ma trova il tempo per studiare filosofia e letteratura americana da autodidatta. Nel 1930 si sposa; dalla moglie avrà due figli, ma già poco dopo la nascita del secondo figlio il matrimonio è in crisi e i due si separano. Nel 1931 pubblica su una rivista di narrativa il suo primo racconto; nel 1934 è giornalista professionista. Dal 1931 al 1943 collabora con Piccola e Novella, pubblicando racconti e romanzi a puntate. In questo periodo, inoltre, scrive numerosi romanzi rosa e gialli ed alcuni articoli per il Corriere della Sera. Dopo l’8 settembre 1943 trova rifugio in Svizzera fino al 1945. Durante questi anni continua a scrivere WEB-SCERBA-BIOromanzi di uno stile particolarmente cupo e, nonostante le evidenti difficoltà, prosegue la collaborazione con la rivista italiana Novellissima. Nel 1945 rientra in Italia e fonda con Angelo Rizzoli il settimanale Bella. Fino agli anni 60 dirige i settimanali femminili Bella e Novella, collaborando anche al settimanale Annabella, per il quale scrive racconti e romanzi a puntate e tiene una rubrica di posta per le lettrici. Il pubblico femminile lo adora. Nel 1963 pubblica il suo primo romanzo giallo, Venere Privata (dal quale successivamente sarà tratto il film Il caso Venere Privata): è l’inizio di un esaltante successo di genere. Seguiranno Traditori di tutti, I ragazzi del massacro, I milanesi ammazzano al sabato (da cui trarranno ispirazione ulteriori film noir). In questo periodo non si contano i racconti gialli, pubblicati su La Stampa e la Domenica del Corriere. Inoltre scrive numerose trame e sceneggiature per il cinema. In questi anni, dalla relazione con la sua nuova compagna avrà due figlie e trasferirà la sua residenza a Lignano Sabbiadoro. Purtroppo nel pieno della sua copiosa produzione di scrittore, quando arrivavano anche i primi riconoscimenti internazionali alle sue opere, il ventinove ottobre 1969 veniva colto da infarto lasciandoci a solo 58 anni con molti libri ancora da scrivere.

 

 

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