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Alla “prima” della nuova Area Horror non poteva mancare il Museo Internazionale delle Torture

L’istituzione di Grazzano Visconti esporrà una 50 di pezzi (alcuni dei quali rari) e sarà a disposizione del pubblico con i suoi esperti. Non mancheranno gadget “a tema” e, nella giornata di domenica, una dimostrazione di strumenti in grado di rilevare presenze… “non convenzionali”

Il Museo delle Torture di Grazzano Visconti si fregia della denominazione “internazionale” perché le sue collezioni sono state in precedenza esposte in diverse città d’Europa (da Amsterdam a Barcellona…), fino a giungere in Italia arricchito di ulteriori strumenti proprio presso l’odierna, affascinante sede all’interno del Palazzo della Istituzione, nell’affascinante borgo medievale di Grazzano Visconti (Piacenza)

I circa 50 strumenti che lo compongono ne fanno uno dei musei di settore più importanti del Vecchio Continente, considerando soprattutto il fatto che si tratta in gran parte di pezzi originali: uno fra tutti, particolarmente raro, è un altare dell’Inquisitore che risale ai primi del 1600.

Il museo è gestito dall’Associazione culturale delle Torture e del Martirio, che ha come scopo non solo l’implementazione dell’esposizione museale ma anche l’organizzazione di eventi e conferenze sulle attuali violazioni dei a diritti umani e delle libertà religiose.

Visibile sia su Facebook (Museo delle torture Grazzano Visconti) che su Instagram (Museotorturegrazzanov), è corredato di 40 stampe e schede didattiche in italiano e inglese e garantisce ai gruppi di visitatori anche una guida esperta per chi desidera approfondire ulteriormente la visita.

Recentemente il museo ha avuto la visita e un’indagine di EPAS (Istituto Nazionale di ricerca e studio dei fenomeni paranormali) che ha rilevato alcune “presenze” di natura “ non convenzionale”.

Nello stand del Museo Internazionale delle Torture allestito a nell’Area Horror del Padiglione 12 sarà possibile ammirare diversi pezzi, anche molto rari, e saranno a disposizione gli esperti Raffaella Migliorini, Paolo Bossalini, Gianluca Stefanoni (il primo esperto dei funzionamenti tecnici degli strumenti di tortura e delle loro finalità) e Stefano Frontini, responsabile del museo, che terrà un approfondimento sulla martirologia cristiana.

Non mancheranno T-sirt e gadget “a tema”, tra cui quello che venne definito in passato “l'ultimo desiderio del condannato”, ovvero un sorso di Ippocrasso.

Saranno infine ospitati anche i rappresentanti di EPAS, che manderanno in onda registrazioni audio-video dei rilevamenti effettuati all'interno della sede del museo, mettendo a disposizione dei visitatori nella giornata di domenica la loro strumentazione che rileva presenze… non convenzionali.

 

EPAS, l’associazione che studia il “paranormale”

museo torturePartner del Museo Internazionale delle Torture in questa edizione di Cartoomics sarà EPAS, associazione no profit data nel 2011 per volontà di Massimo Maresca e dedita allo studio dei fenomeni paranormali e alla rivalutazione storico culturale di misteri, aneddoti storici e leggende narrate vari luoghi in Italia e all’estero. Attualmente EPAS Network conta decine di gruppi in tutta Europa ed è approdata in Argentina e negli Stati Uniti.

Nel 2015 ha aperto la Sezione di Piacenza e nell'estate del 2016, con l’arrivo dell’attuale presidente Marcello Chichinato e del nuovo team operativo, EPAS Piacenza ha iniziato a crescere sia per esperienza sia per numero di componenti: a oggi, dopo decine di indagini e collaborazioni, si è distinta per professionalità e serietà.